- CORDE BASSE IN BUDELLO APPESANTITO - TIPO " C " -

                             
                                        

                                
                              
                         
Liuto 11 cori  in re minore
set -up                                               Viola da braccio set-up 

(L'11° basso appesantito presenta un diametro di 1,30 mm = 2.00 mm budello equivalente)                                


Ecco un esempio del suono, in un liuto a 11 ordini, delle nuove corde in budello appesantito
Qui (942 Kb)

INTRODUZIONE

La comparsa delle corde filate provocò, a partire dalla fine del XVII° secolo, l'abbandono definitivo delle antiche tecniche manifatturiere dei bassi tradizionali in puro budello. Questo spiega perché le corde in budello naturale moderne, qualora utilizzate nei registri gravi, non producano una resa acustica accettabile, rendendo perciò inevitabile l'utilizzo di bassi filati anche per repertori musicali precedenti la loro comparsa storica causando, oltre ad un evidente paradosso filologico, seri problemi di equilibrio timbrico e dinamico con le corde più acute. Numerosi rilievi dei diametri dei fori per le corde gravi eseguiti nei ponticelli e nelle cordiere originali di strumenti a pizzico e ad arco del tardo XVI° - XVII° secolo dimostrano che tali fori sono troppo stretti per permettere ad una corda di solo budello di raggiungere tensioni di lavoro sufficienti. L'iconografia musicale del Seicento dimostra che le corde basse si presentano con colori diversi da quello tipico del budello naturale e cioè dal rosso scuro al marrone. I trattati di allora confermano infine che i bassi di budello in uso possedevano persistenza sonora ed esuberanza acustica. Tutto questo suggerisce un'ipotesi rivoluzionaria: l'appesantimento del budello, strategia tecnologica dei cordai del tempo per rendere più sonore le corde dei registri bassi.




Iconografia

                                                         

                                                                                                                                                    Liuto a 7 cori: dettaglio




                         
         F. Le Troy (1690 ca.): Ritratto di Charles Mouton, dettaglio                                     Jakob Lindberg al suo liuto: dettaglio




 
                           Anonimo olandese, metà sec XVII.                                     Anonimo francese, metà sec XVII: dettaglio di liutista



                                                                                  Girolamo Martinelli, 2a metà 17° sec: Concerto in casa Lazzari



                       Girolamo Martinelli, 2a metà del 17° sec                     Girolamo Martinelli: dettaglio delle corde del violone

     

 
   G. Martinelli: detaglio sulle corde del basso di violino
    Francois le Troy, 1690 ca, dettaglio sui contrabbassi marrone scuro


           

Anonimo olandese della metà del XVII secolo: dettaglio sui bassi rosso/arancioni in liuto a 12 ordini


Rutilio Manetti, Siena 1624: detagli sulle corde basse marroni nel Liuto e del Violino3° e 4° ("...best strings are Roman 1st & 2nd of Venice catlins: 3rd & 4th best be finest & smoothest Lyons, all 4 differ in size..."; manoscritto di James Talbot, 1695 ca)


CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Corde in budello naturale simili al tipo VENICE oliato ma caratterizzate da un elevato peso specifico standardizzato ottenuto con carica con polvere di rame metallico. I diametri inferiori a 180 C presentano un grado di appesantimento progressivamente ridotto al fine di attenuare l'eccessiva brillantezza acustica altrimenti manifestata dai calibri più sottili..


CARATTERISTICHE ACUSTICHE E CAMPO DI APPLICAZIONE

Sonorità potente e calda, priva dell'eccessiva brillantezza tipica delle corde filate, perfettamente coerente quindi con la personalità timbrica e dinamica di quelle più acute, in budello naturale o in nylon. Eccellente tenuta di accordatura, superiore a qualunque corda filata o in budello naturale. Indispensabili per i registri bassi degli strumenti musicali sino alla prima metà del XVII secolo con montatura rinascimentale o barocca.


IL DIAMETRO IN BUDELLO  EQUIVALENTE-

Per una maggior semplicità di calcolo e di possibilità di utilizzo di qualunque regolo calcolatore a disposizione, le corde in budello appesantito tipo C e filate su Nylgut® (tipo D e DE) risultano contrassegnate da una lettera preceduta da una numerazione che indica il diametro del budello nudo equivalente. Così ad esempio le corde 140 C  e 140 D indicano delle corde che corrispondono, per i calcoli, ad un budello naturale di 1,40 mm. di diametro. Il diametro reale della corda (in questo caso di budello appesantito e di una corda filata tipo D) risulta naturalmente inferiore; a parità di altezza di intonazione presenterà però la stessa tensione di lavoro di una corda in budello naturale di 1,40 mm.



LUNGHEZZA DI CORDA: 120 cm (no 180 cm)
 TIPO PREZZO 
112 C 23,10
120 C 23,10
124 C 26,40
132 C 26,40
140 C 31,30
150 C 36,10
160 C 36,10
170 C 38,80
180 C 38,80
190 C 39,00
200 C 43,10
210 C 43,10
220 C 43,10
240 C 50,70
250 C 50,70
270 C 61,60
280 C 61,60
300 C 64,00
320 C 68,00
340 C 68,00
360 C 72,00
380 C 72,00
400 C 74,00


      

     Misurazione del diametro del foro della quarta corda in una Viola di Andrea Amati 'Carlo IX' (1570 ca?). Ashmolean    Museum, Oxford
Massimo diametro passante: 2.30 mm

+ IVA

             L'APPESANTIMENTO DEL BUDELLO E' UN FRUTTO ORIGINALE ED ESCLUSIVO DELLA NOSTRA RICERCA.

(PRODOTTO COMPLETAMENTE ATOSSICO)


COME ORDINARE

COME  PAGARE




                Indice del catalogo                                    



   
                                                                                                 - Home Page -